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Blog permesso di soggiorno Cittadinanza per Residenza 2026: Requisiti e Tempi

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Cittadinanza per Residenza 2026: Requisiti e Tempi

Data: 7 settembre 2026
Tempo di lettura: 9 min
Passaporto italiano e permesso di soggiorno su una mappa dell'Italia, simbolo della cittadinanza per residenza
Scritto e verificato dalla Redazione di Visu-Info, specializzata in documenti, visure e certificati ufficiali. Contenuti basati esclusivamente su fonti ufficiali (Ministero dell'Interno, Prefettura – UTG, Normattiva).
Pubblicato il 7 settembre 2026 · Aggiornato il .

In sintesi: cittadinanza per residenza

La cittadinanza per residenza (naturalizzazione) si ottiene dopo un periodo di residenza legale e continuativa in Italia: 10 anni per i cittadini extra-UE, ridotti a 4 anni per i cittadini dell'Unione europea e a 5 anni per apolidi e rifugiati (art. 9, L. 91/1992). Servono anche un reddito adeguato nel triennio e la conoscenza dell'italiano di livello B1.

  • Requisito base: 10 anni di residenza legale (4 UE, 5 apolidi/rifugiati, 3 in alcuni casi).
  • Reddito: almeno 8.263,31 € l'anno nel triennio precedente (di più con familiari a carico).
  • Lingua: certificazione di italiano livello B1 (dal 2018).
  • Domanda: solo online sul Portale ALI del Ministero dell'Interno, con SPID o CIE.
  • Costo: 250 € di contributo + 16 € di bollo.
  • Tempi: 24 mesi, prorogabili fino a 36 (art. 9-ter, L. 91/1992).

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dati ufficiali · online

Che cos'è la cittadinanza per residenza

La cittadinanza per residenza, o naturalizzazione, permette a uno straniero di diventare cittadino italiano dopo aver risieduto legalmente in Italia per il numero di anni stabilito dall'art. 9, L. 91/1992. A differenza delle vie per matrimonio o discendenza, si fonda solo sul radicamento sul territorio.

Per il confronto d'insieme fra le tre vie vedi la guida ai requisiti e ai tempi della cittadinanza italiana; la residenza legale parte da un titolo di soggiorno valido, quindi se stai ancora consolidando la tua posizione muovi dalla guida completa al permesso di soggiorno.

Quanti anni servono: la scala 10, 5, 4 e 3 anni

Il requisito temporale non è unico: parte da 10 anni di residenza legale per il cittadino extra-UE, scende a 4 anni per i cittadini dell'Unione europea e a 5 anni per apolidi e rifugiati riconosciuti (art. 9, L. 91/1992), e in alcuni casi di legame familiare o di nascita bastano 3 anni.

Anni di residenza legale richiesti per la cittadinanza, per categoria di straniero (art. 9, L. 91/1992)
CategoriaAnni di residenza legaleRiferimento
Cittadino extra-UE (caso generale)10 anniart. 9, c. 1, lett. f
Cittadino di uno Stato dell'Unione europea4 anniart. 9, c. 1, lett. d
Apolide o rifugiato riconosciuto5 anniart. 9, c. 1, lett. e; art. 16
Straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano5 anni dall'adozioneart. 9, c. 1, lett. e
Straniero con padre, madre o nonno italiani per nascita, o nato in Italia3 anniart. 9, c. 1, lett. a e b
Straniero che ha prestato servizio, anche all'estero, per lo Stato italiano5 anniart. 9, c. 1, lett. c

La regola valida per tutte le categorie è che gli anni si contano sulla residenza anagrafica, cioè sull'iscrizione all'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), gestita dal Ministero dell'Interno: non basta essere stati fisicamente in Italia, occorre esserci stati regolarmente iscritti. È qui che più domande vengono respinte.

Reddito, lingua B1 e gli altri requisiti

Oltre agli anni di residenza servono un reddito adeguato negli ultimi tre anni, la conoscenza dell'italiano di livello B1 e l'assenza di condanne o motivi ostativi legati alla sicurezza (art. 9 e art. 9.1, L. 91/1992). Con la continuità della residenza, decidono l'esito della domanda.

Il requisito di reddito

Il reddito minimo è 8.263,31 € annui nel triennio precedente per chi non ha familiari a carico, che salgono a 11.362,05 € con un coniuge a carico, più 516,46 € per ogni figlio a carico. Conta solo il reddito soggetto a IRPEF e dichiarato in Italia, e deve restare stabile fino alla conclusione del procedimento.

Il Consiglio di Stato ha chiarito che il reddito va valutato con flessibilità: un anno leggermente sotto soglia non comporta automaticamente il diniego se il triennio resta solido.

Il requisito della lingua B1

Dal 4 dicembre 2018 è obbligatorio dimostrare la conoscenza dell'italiano almeno al livello B1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento (art. 9.1, L. 91/1992, introdotto dalla L. 132/2018). Vale per la residenza, il matrimonio e gli altri casi.

Sono esonerati dall'esame, tra gli altri, i titolari di un permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, chi ha firmato l'Accordo di integrazione (D.Lgs. 286/1998) e chi possiede un titolo di studio riconosciuto da istituti pubblici italiani.

Devi verificare la tua posizione di soggiorno?

La residenza legale che vale per la cittadinanza si costruisce su un titolo di soggiorno regolare e senza scoperture. Puoi controllare online lo stato della tua pratica di permesso, con esito in PDF e senza fare la fila in Questura.

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Come si presenta la domanda: Portale ALI, costi e tempi

La domanda si presenta esclusivamente online sul Portale ALI del Ministero dell'Interno, con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d'Identità Elettronica): si compila il modulo, si caricano i documenti e si pagano il contributo di 250 € e il bollo di 16 €.

  1. Accedere al Portale ALI del Ministero dell'Interno con SPID o CIE.
  2. Compilare il modulo indicando la categoria (residenza) e i dati anagrafici e di soggiorno.
  3. Allegare l'estratto integrale di nascita e il certificato penale del Paese d'origine, tradotti e legalizzati, e la certificazione di italiano B1.
  4. Pagare il contributo di 250 € e l'imposta di bollo di 16 € tramite pagoPA.
  5. Inviare la domanda e conservare la ricevuta con il numero di pratica.
  6. Prestare il giuramento davanti all'ufficiale di stato civile entro 6 mesi dalla notifica del decreto di accoglimento.

Procedura verificata il 7 settembre 2026 sul portale ufficiale del Ministero dell'Interno (interno.gov.it).

L'istruttoria è seguita dalla Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo (UTG) competente per la residenza. Il costo vivo è fisso; cambia solo l'eventuale assistenza da un canale all'altro.

Cittadinanza per residenza: canali per presentare la domanda a confronto su costi e tempi (2026)
CanaleCostoTempi di decisione
Portale ALI, da soli (Ministero dell'Interno)250 € contributo + 16 € bollo24 mesi, prorogabili a 36 (art. 9-ter)
Con un patronato o un CAF250 € + 16 € + eventuale tariffa del patronatoIdentici: i tempi dipendono dal Ministero
Con un avvocato o consulente250 € + 16 € + onorario professionaleIdentici: i tempi dipendono dal Ministero

Il punto chiave: nessun canale accelera la decisione. Il termine di legge è 24 mesi dalla domanda completa, prorogabili a 36 (art. 9-ter, L. 91/1992); un intermediario semplifica la raccolta dei documenti, non i tempi del procedimento.

Ricostruisci la tua storia di residenza

Per dimostrare gli anni di residenza legale serve il certificato storico di residenza di ogni Comune in cui hai vissuto. Puoi richiederlo online, con consegna in PDF via email e senza recarti allo sportello.

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Casi particolari: residence gap, referendum 2025 e proroghe

Il problema che sorprende più spesso è il cosiddetto residence gap: un'interruzione della residenza anagrafica che spezza il decennio, anche quando la persona era davvero in Italia. La causa tipica è la cancellazione dall'anagrafe per irreperibilità, decisa d'ufficio dal Comune dopo controlli negativi.

Quando emerge un buco nella residenza, la Prefettura invia un preavviso di rigetto con soli 10 giorni per rispondere. Per prevenirlo, verifica la tua storia anagrafica con il certificato storico di residenza, chiedendolo a ogni Comune in cui hai vissuto: se nel periodo utile risulta anche una sola cancellazione, quel tratto non si conta. La copertura del permesso di soggiorno non basta: vale l'iscrizione anagrafica ininterrotta.

⚠️ Il referendum del 2025 non ha cambiato i 10 anni Il referendum abrogativo dell'8-9 giugno 2025 proponeva di dimezzare da 10 a 5 anni la residenza richiesta ai cittadini extra-UE, ma non ha raggiunto il quorum (affluenza al 30,6%): la proposta non ha avuto effetto e la soglia dei 10 anni resta in vigore. Anche la riforma del 2025 (L. 74/2025) ha inciso sulla cittadinanza per discendenza, non sul requisito di residenza.

Domande frequenti sulla cittadinanza per residenza

Quanti anni di residenza servono per la cittadinanza italiana per residenza?

Servono 10 anni di residenza legale e continuativa per i cittadini extra-UE (art. 9, L. 91/1992). Scende a 4 anni per i cittadini UE, 5 per apolidi e rifugiati e 3 in alcuni casi di nascita o discendenza.

Quali sono i requisiti di reddito per la cittadinanza per residenza?

Il reddito minimo è 8.263,31 € annui nel triennio precedente senza familiari a carico, che salgono a 11.362,05 € con un coniuge a carico, più 516,46 € per ogni figlio. Conta solo il reddito dichiarato in Italia e soggetto a IRPEF.

Serve conoscere l'italiano per la cittadinanza per residenza?

Sì, dal 2018 è obbligatoria una certificazione di italiano almeno di livello B1 (art. 9.1, L. 91/1992). Sono esonerati, tra gli altri, i titolari di permesso UE di lungo periodo e chi ha un titolo di studio riconosciuto in Italia.

Quanto costa fare domanda di cittadinanza per residenza?

La domanda costa 250 € di contributo più 16 € di bollo (art. 9-bis, L. 91/1992), da pagare con pagoPA sul Portale ALI. Si aggiungono solo la traduzione e legalizzazione dei documenti esteri e l'eventuale assistenza di un patronato o professionista.

Quanto tempo ci vuole per la cittadinanza per residenza?

Il termine di legge è di 24 mesi dalla domanda completa, prorogabili a 36 (art. 9-ter, L. 91/1992). Nessun canale privato accelera la decisione: i tempi dipendono dall'istruttoria del Ministero dell'Interno.

Il referendum del 2025 ha ridotto i 10 anni a 5?

No. Il referendum abrogativo dell'8-9 giugno 2025 proponeva di dimezzare da 10 a 5 anni la residenza richiesta ai cittadini extra-UE, ma non ha raggiunto il quorum e non ha avuto effetto: il requisito dei 10 anni (art. 9, L. 91/1992) resta in vigore.

Cosa succede se ho un'interruzione nella residenza?

Il tratto interrotto non rientra nei 10 anni: una cancellazione dall'anagrafe per irreperibilità spezza il conteggio, anche se eri in Italia. Verificalo richiedendo il certificato storico di residenza a ogni Comune in cui hai vissuto.

La cittadinanza per residenza è diversa da quella per matrimonio?

Sono due vie distinte: quella per residenza si basa sugli anni di residenza legale (10, o meno per alcune categorie), mentre quella per matrimonio si fonda sul vincolo coniugale con un cittadino italiano (2 o 3 anni). Per requisiti e cause di rigetto di quest'ultima vedi la guida alla cittadinanza per matrimonio.

Ti potrebbe servire anche:

Fonti ufficiali / Official sources: Ministero dell'Interno – Cittadinanza, invia la domanda | Prefettura UTG – Cittadinanza per residenza (art. 9 L. 91/1992) | Normattiva – Legge 91/1992 | ANPR – Certificati anagrafici

Articolo aggiornato a / Article updated: . Le tariffe e le procedure indicate fanno riferimento alla normativa vigente. Si consiglia di verificare eventuali aggiornamenti sul portale ufficiale.