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Cittadinanza per Discendenza 2026: Chi Ha Diritto

Data: 12 agosto 2026
Tempo di lettura: 10 min
Passaporto italiano e atti di nascita d'epoca su un albero genealogico: cittadinanza per discendenza iure sanguinis 2026
Scritto e verificato dalla Redazione di Visu-Info, specializzata in documenti, visure e certificati ufficiali. Contenuti basati esclusivamente su fonti ufficiali (Ministero dell'Interno, MAECI, Gazzetta Ufficiale).
Pubblicato il 12 agosto 2026 · Aggiornato il .
⚠️ Regole cambiate Il D.L. 36/2025, convertito dalla Legge 74/2025, ha inserito l'art. 3-bis nella Legge 91/1992: chi nasce all'estero con un'altra cittadinanza è considerato non aver mai acquistato quella italiana, salvo le clausole di salvezza qui sotto. Salve domande e appuntamenti anteriori al 27 marzo 2025, ore 23:59.

In sintesi: cittadinanza per discendenza

La cittadinanza italiana per discendenza si trasmette entro il secondo grado: dal 27 marzo 2025 chi nasce all'estero con un'altra cittadinanza non è riconosciuto italiano, salvo una clausola di salvezza dell'art. 3-bis della Legge 91/1992 (D.L. 36/2025, convertito in Legge 74/2025).

  • Limite: automatico solo con un genitore o un nonno che aveva la sola cittadinanza italiana.
  • Data che salva: domanda o appuntamento entro il 27 marzo 2025, ore 23:59 di Roma.
  • Dove: Consolato se risiedi all'estero, Comune di residenza se vivi in Italia.
  • Costo: 600,00 € al Consolato; al Comune 16,00 € di bollo più il contributo locale, da 0 a 600,00 € secondo il Comune (Cesena 300,00 €).
  • Tempi: 730 giorni al Consolato, 180 al Comune; riforma confermata dalla sentenza n. 63 del 2026.

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Chi ha ancora diritto nel 2026

Hai diritto al riconoscimento se un ascendente di primo o secondo grado, genitore o nonno, possedeva la sola cittadinanza italiana, oppure se un genitore ha risieduto in Italia almeno due anni continuativi prima della tua nascita (art. 3-bis, comma 1, lettere c e d, Legge 91/1992). Il bisnonno, da solo, non basta più.

Il confronto tra le tre vie ordinarie — residenza, matrimonio, discendenza — è nella guida ai requisiti e tempi della cittadinanza italiana; per le basi del titolo di soggiorno c'è la guida al permesso di soggiorno.

Clausole di salvezza dell'art. 3-bis Legge 91/1992: chi resta cittadino per discendenza nel 2026
SituazioneEsito nel 2026NormaCosa lo prova
Nato in Italia da padre o madre italianiCittadino per nascitaart. 1Atto di nascita italiano
Possiedi solo la cittadinanza italianaFuori dall'esclusioneart. 3-bis, c. 1Assenza di altra cittadinanza
Domanda o appuntamento entro il 27 marzo 2025Valgono le regole precedentiart. 3-bisRicevuta o convocazione
Un genitore o un nonno con la sola cittadinanza italianaRiconoscibileart. 3-bis, c. 1, lett. cAtti che escludono altre cittadinanze dell'ascendente
Un genitore residente in Italia 2 anni prima della tua nascitaRiconoscibileart. 3-bis, c. 1, lett. dCertificato storico di residenza
Solo un bisnonno italianoEscluso dall'automatismoLegge 74/2025Resta la via dei 2 anni di residenza

La riforma non tocca chi è già iscritto all'anagrafe: agisce sul riconoscimento di chi lo chiede ora. Ed è legittima: la Corte costituzionale, sentenza n. 63 del 2026 decisa l'11 marzo su rinvio del Tribunale di Torino, ha dichiarato le questioni sull'art. 3-bis in parte non fondate e in parte inammissibili.

I documenti che provano la linea

Servono gli atti che ricostruiscono la catena senza interruzioni dall'avo emigrato fino a te, più la prova che l'avo non abbia perso la cittadinanza prima della nascita del discendente. Il fascicolo minimo secondo il Comune di Cesena:

  • Estratto dell'atto di nascita dell'avo emigrato, dal Comune italiano di nascita.
  • Atto di matrimonio dell'avo emigrato.
  • Atti di nascita dei discendenti in linea retta, tradotti.
  • Atti di matrimonio dei discendenti in linea retta.
  • Certificato di non naturalizzazione dell'avo, dall'autorità estera.
  • Attestazione consolare di mancata rinuncia.
  • Certificato di residenza e passaporto col timbro d'ingresso, in Italia.

Gli atti esteri vanno prodotti in copia autentica e integrale, legalizzati o apostillati secondo la Convenzione dell'Aja del 1961, e tradotti integralmente: mai riassunti. Atto, legalizzazione, traduzione e legalizzazione della traduzione vanno uniti fisicamente tra loro.

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La catena parte da un atto italiano: quello dell'antenato nato in Italia. Lo richiedi online e lo ricevi in PDF, senza fila e senza viaggi.

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Consolato o Comune: costi e tempi reali

Il canale non lo scegli: lo decide la residenza. Chi vive all'estero passa dal Consolato competente per territorio e paga 600,00 € di percezione consolare; chi risiede in Italia presenta l'istanza al Comune con 16,00 € di bollo più il contributo deliberato da quel Comune.

Riconoscimento per discendenza: costi e tempi reali per ciascun canale ufficiale (2026)
CanaleCostoTempo dichiaratoChi lo usa
Consolato italiano all'estero (MAECI)600,00 € per richiedente, non rimborsabili, dal 1º gennaio 2025: prima 300,00 €730 giorni per il DPCM 33/2014; i Consolati dichiarano 24-36 mesi dalla consegna degli originaliChi risiede all'estero, solo maggiorenni, su appuntamento
Comune italiano di residenza16,00 € di bollo più il contributo deliberato dal Comune, entro il tetto di legge di 600,00 € (art. 1, c. 636-641, L. 207/2024): a Cesena 300,00 € via pagoPA180 giorni, al netto delle risposte dei Consolati interpellatiChi ha già la residenza anagrafica in Italia
Visu-Info, intermediario privatoTariffa del servizio, solo per i certificati italianiConsegna digitale in PDF, senza filaChi deve procurarsi gli atti italiani da allegare

Il Comune costa meno e promette meno tempo, ma pretende che tu sia già residente in Italia. E nessun intermediario, il nostro compreso, presenta la domanda al tuo posto: l'istanza la firmi tu.

Come si presenta la domanda al Comune

La domanda si presenta all'Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza, col bollo e il fascicolo degli atti legalizzati e tradotti. Termine dichiarato: 180 giorni.

  1. Ottenere la residenza anagrafica nel Comune, presupposto della competenza.
  2. Richiedere al Comune di nascita l'estratto dell'atto di nascita dell'avo emigrato.
  3. Raccogliere nascita, matrimonio e morte di tutti i discendenti in linea retta.
  4. Farsi rilasciare dall'autorità estera il certificato di non naturalizzazione dell'avo.
  5. Apostillare ogni atto estero e allegarne la traduzione integrale in italiano.
  6. Chiedere al Consolato competente l'attestazione di mancata rinuncia alla cittadinanza.
  7. Depositare l'istanza col bollo e pagare il contributo su pagoPA.

Procedura verificata il 12 agosto 2026 sul portale ufficiale del Comune di Cesena.

Cosa cambia dal 1º gennaio 2029

Chi vive all'estero non presenterà più la domanda al proprio Consolato: la Legge 19 gennaio 2026, n. 11, in vigore dal 19 febbraio 2026, sposta la competenza su un ufficio centrale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI).

  • Dal 1º gennaio 2029 le istanze dei maggiorenni residenti all'estero vanno all'ufficio centrale MAECI, non ai Consolati.
  • Fino al 31 dicembre 2028 i Consolati ricevono le domande in numero contingentato: non oltre quelle dell'anno precedente, minimo cento all'anno.
  • Il termine di conclusione per i residenti all'estero è fissato in trentasei mesi.

Tradotto: chi risiede all'estero ha poco più di due anni per usare il canale consolare, e con un numero chiuso di domande, poi la pratica passa a Roma con un termine di tre anni.

La riforma regge La Corte costituzionale, sentenza n. 63 del 2026 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 maggio 2026, ha respinto le censure del Tribunale di Torino: ragionevole limitare lo ius sanguinis per chi nasce all'estero con un'altra cittadinanza, salvaguardando chi aveva domanda o appuntamento entro il 27 marzo 2025.

Casi particolari: quando la linea si blocca

I 180 giorni del Comune non sono il tempo reale: a Cesena decorrono al netto delle risposte dei Consolati italiani all'estero, la fase su cui non hai leva. È perché pratiche identiche si chiudono in mesi molto diversi.

  • L'attesa consolare non conta nei 180 giorni. L'attestazione di mancata rinuncia arriva dal Consolato competente per ogni residenza estera nella catena: più Paesi, più uffici.
  • La doppia apostille sulle traduzioni. Rimini chiede la conformità dichiarata dal Consolato oppure la firma del traduttore pubblico legalizzata dal collegio, con apostille su quella firma.
  • La rinuncia interrompe tutto. Se un solo ascendente ha rinunciato alla cittadinanza italiana, la trasmissione si interrompe e i discendenti perdono il diritto.
  • Linea materna e 1º gennaio 1948. Molti Comuni descrivono ancora la linea maschile, con la via femminile per i nati dal 1º gennaio 1948: una scheda non aggiornata non è la norma vigente.
⚠️ Verifica la data della scheda Il Comune di Prato, come altri, pubblica ancora la regola pre-riforma senza citare il D.L. 36/2025: prima di raccogliere atti per anni, controlla che la pagina sia aggiornata all'art. 3-bis.

Devi allegare il certificato di residenza alla domanda?

È l'allegato che il Comune chiede col passaporto, e quello che più spesso manca al deposito. Lo ottieni online, in PDF.

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Domande frequenti sulla cittadinanza per discendenza

Quali sono le nuove regole per la cittadinanza italiana per discendenza?

Dal 27 marzo 2025 chi nasce all'estero con un'altra cittadinanza non è più riconosciuto italiano, salvo una clausola di salvezza dell'art. 3-bis della Legge 91/1992 (D.L. 36/2025, convertito in Legge 74/2025). Le due principali: un genitore o un nonno con la sola cittadinanza italiana, oppure un genitore residente in Italia due anni continuativi prima della nascita.

Come si ottiene il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis?

Si presenta un'istanza al Consolato italiano competente se risiedi all'estero, o all'Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza se risiedi in Italia, allegando gli atti che ricostruiscono la linea senza interruzioni, apostillati e tradotti in italiano.

Posso ancora chiedere la cittadinanza se il mio bisnonno era italiano?

No, non con il riconoscimento automatico: la Legge 74/2025 limita la trasmissione all'ascendente di primo o secondo grado, cioè genitore o nonno. Se il legame è solo con un bisnonno resta la via della cittadinanza dopo 2 anni di residenza legale in Italia, requisito ridotto per i discendenti.

Quanto costa la cittadinanza per discendenza nel 2026?

Al Consolato 600,00 € per richiedente, non rimborsabili e indipendenti dall'esito, dal 1º gennaio 2025 al posto dei precedenti 300,00 €. Al Comune 16,00 € di marca da bollo più il contributo deliberato localmente, che la legge consente fino a 600,00 € per richiedente maggiorenne: a Cesena è di 300,00 € su pagoPA.

Quanto tempo serve per il riconoscimento della cittadinanza per discendenza?

730 giorni per il canale consolare secondo il DPCM 33/2014, mentre i Consolati dichiarano 24-36 mesi dalla consegna degli originali; al Comune il termine è di 180 giorni, che però non conta i tempi di risposta dei Consolati interpellati per l'attestazione di mancata rinuncia.

Quali documenti servono per la cittadinanza per discendenza?

Servono 5 gruppi di atti: nascita e matrimonio dell'avo emigrato, nascita e matrimonio di tutti i discendenti in linea retta, il certificato di non naturalizzazione dell'avo, l'attestazione consolare di mancata rinuncia e, per la domanda in Italia, certificato di residenza e passaporto col timbro d'ingresso.

La riforma della cittadinanza per discendenza può essere annullata?

No, non dalle censure già decise: con la sentenza n. 63 del 2026 la Corte costituzionale ha dichiarato in parte non fondate e in parte inammissibili le questioni sull'art. 3-bis sollevate dal Tribunale di Torino. La norma resta in vigore e si applica anche alle nascite anteriori alla riforma.

Ti potrebbe servire anche:

Fonti ufficiali / Official sources: Ministero dell'Interno | Legge 74/2025 (G.U.) | Legge 91/1992 | Legge 11/2026 | Legge 207/2024, art. 1 c. 636-641 | MAECI, rete consolare | Comune di Cesena | Comune di Rimini | Comune di Prato

Articolo aggiornato a / Article updated: . Le tariffe e le procedure indicate fanno riferimento alla normativa vigente. Si consiglia di verificare eventuali aggiornamenti sul portale ufficiale.