Pubblicato il 6 luglio 2026 · Aggiornato il .
In sintesi: rendita catastale 2026
La rendita catastale è il reddito teorico annuo che l'Agenzia delle Entrate attribuisce a un immobile. Da sola non è una base imponibile: prima va rivalutata del 5% (art. 3, comma 48, L. 662/1996), poi moltiplicata per il coefficiente della categoria per ottenere il valore catastale (imposte di registro, ipotecaria, catastale, successione) o la base IMU.
- Dove si legge: nella visura catastale, riga "Rendita" (in euro).
- Rivalutazione fabbricati: +5% (× 1,05); terreni +25% sul reddito dominicale.
- Valore catastale prima casa: rendita × 1,05 × 110.
- Base IMU abitazioni: rendita × 1,05 × 160.
- Serve per: IMU, IRPEF sui fabbricati, imposta di registro, successione, agevolazioni prima casa.
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Cos'è la rendita catastale e dove si trova
La rendita catastale è il reddito medio ordinario teorico attribuito a un fabbricato dal Catasto e registrato dall'Agenzia delle Entrate (AdE), gestore del Catasto. Non è un affitto reale né il valore di mercato: è un valore convenzionale usato dal fisco come punto di partenza per quasi tutte le imposte sulla casa. La trovi nella visura catastale, alla riga "Rendita", espressa in euro con due decimali.
Per capire come è composta la visura e leggere tutte le altre voci (categoria, classe, consistenza), parti dalla guida completa alla visura catastale, che spiega le basi e come richiederla. Qui ci concentriamo su ciò che le altre guide danno per scontato: come dalla rendita si arriva alle imposte che paghi davvero.
La rendita si ottiene moltiplicando la consistenza dell'immobile (i vani, per la categoria A) per la tariffa d'estimo del Comune e della zona censuaria. Nella pratica non devi ricalcolarla: è già scritta in visura. Il calcolo che conta per te parte da quel numero.
La rivalutazione del 5%: il passaggio che quasi tutti sbagliano
Prima di applicare qualsiasi moltiplicatore, la rendita catastale dei fabbricati va aumentata del 5% (× 1,05), ai sensi dell'art. 3, comma 48, della L. 662/1996. Per i terreni la rivalutazione è del 25% (× 1,25) sul reddito dominicale. È l'errore numero uno: usare la rendita "grezza" della visura porta a un valore sottostimato del 5% e a una dichiarazione infedele.
In pratica esistono due modi equivalenti di fare lo stesso conto:
- Modo esteso: rendita × 1,05 × moltiplicatore base (es. 110).
- Modo compatto: rendita × moltiplicatore rivalutato (es. 115,5), che ingloba già il +5%.
Come calcolare l'IMU dalla rendita catastale
Per l'IMU la base imponibile di un'abitazione è: rendita catastale × 1,05 × 160 (il moltiplicatore delle categorie A tranne A/10). Sul risultato si applica l'aliquota decisa dal Comune. I moltiplicatori IMU sono fissati dalla norma statale (art. 1, comma 745, L. 160/2019) e i Comuni non possono modificarli.
Come calcolare l'IMU dalla rendita in 4 passaggi
- Leggere la rendita catastale in visura e la categoria (es. A/2).
- Rivalutare la rendita del 5% moltiplicandola per 1,05.
- Moltiplicare per il coefficiente della categoria (160 per le abitazioni) per ottenere la base imponibile.
- Applicare l'aliquota IMU del Comune alla base imponibile e sottrarre eventuali detrazioni.
L'abitazione principale (prima casa) non pertinenziale di lusso è esente da IMU: paghi solo se la casa rientra nelle categorie di lusso A/1, A/8 e A/9.
Valore catastale: imposte su acquisto e successione
Il valore catastale è la base su cui si calcolano l'imposta di registro (acquisto da privato con regola prezzo-valore), le imposte ipotecaria e catastale e l'imposta di successione. Si ottiene con la stessa logica dell'IMU ma con moltiplicatori diversi: rendita × 1,05 × moltiplicatore della destinazione. La base imponibile per le tasse è il valore catastale, non la rendita: confonderli è un errore che fa sbagliare l'importo dovuto.
Attenzione a non confondere il valore catastale con quanto vedi in una visura catastale: la visura riporta la rendita, il valore lo calcoli tu applicando i coefficienti.
Prima casa contro seconda casa
Per l'acquisto con benefici prima casa il moltiplicatore è 110; per le altre abitazioni e le seconde case è 120. Sull'imponibile così ottenuto si applica l'imposta di registro: 2% per la prima casa, 9% negli altri casi (art. 1, Tariffa parte I, DPR 131/1986).
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Tabella moltiplicatori per categoria (2026)
I moltiplicatori dipendono dalla categoria catastale e dalla destinazione. Nella tabella trovi i valori base (da applicare dopo la rivalutazione del 5%) più i due moltiplicatori "rivalutati" più usati, che inglobano già il +5%.
| Categoria / destinazione | Moltiplicatore base | Uso principale |
|---|---|---|
| Abitazioni A (tranne A/10) — IMU | 160 | Base imponibile IMU |
| Prima casa (registro) | 110 | Valore catastale acquisto prima casa |
| Altre abitazioni / seconda casa (registro) | 120 | Valore catastale acquisto |
| Categorie B, C/3, C/4, C/5 | 140 | Base IMU / valore |
| A/10 e D/5 (uffici, banche) | 80 | Base IMU / valore |
| Gruppo D (tranne D/5) | 65 | Base IMU / valore |
| C/1 (negozi) | 55 | Base IMU / valore |
Il moltiplicatore 110 della prima casa, già rivalutato del 5%, diventa 115,5; quello 120 della seconda casa diventa 126. Se usi questi valori "rivalutati" non devi applicare di nuovo il × 1,05.
Casi particolari: rendita sbagliata e immobili senza rendita
La rendita catastale non è sempre corretta né sempre presente. Sono due situazioni che i portali di calcolo ignorano ma che bloccano il conto delle imposte.
Rendita catastale errata o sbagliata
Se la rendita è errata (categoria o classe attribuite male, superficie sbagliata) puoi chiedere la correzione all'Agenzia delle Entrate – Ufficio del Territorio con un'istanza di rettifica dei dati catastali, oggi presentabile online dall'area riservata AdE. Nei forum di geometri il caso più ricorrente è la rendita gonfiata dopo lavori con Superbonus: l'immobile viene riclassificato in una categoria superiore e la rendita sale, aumentando IMU e imposte. Se l'errore riguarda la rendita, la prescrizione per la contestazione è di cinque anni. Per le modifiche strutturali (cambio destinazione, superficie) serve invece un DOCFA redatto da un tecnico abilitato.
Immobili senza rendita (categoria F)
Gli immobili in corso di costruzione o definizione (categorie F/3 e F/4) non hanno rendita: in questi casi le imposte non si calcolano sul valore catastale ma sul valore venale di mercato. Lo stesso vale per i fabbricati collabenti (F/2), che hanno rendita zero.
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Domande frequenti sulla rendita catastale
Come si calcola la rendita catastale di un immobile?
La rendita catastale è già calcolata dall'Agenzia delle Entrate ed è riportata in visura: si ottiene moltiplicando la consistenza dell'immobile (i vani, per la categoria A) per la tariffa d'estimo del Comune. Non devi ricalcolarla; il conto che serve a te parte da quel numero, che poi rivaluti del 5% per ottenere la base delle imposte.
Dove si trova la rendita catastale?
La rendita catastale si trova nella visura catastale, alla riga "Rendita", espressa in euro. La puoi ottenere gratis dal portale dell'Agenzia delle Entrate con SPID o CIE, oppure in pochi minuti via email con la visura catastale online.
Qual è la differenza tra rendita catastale e valore catastale?
La rendita catastale è il reddito teorico dell'immobile scritto in visura, mentre il valore catastale è la base imponibile delle imposte e si calcola dalla rendita. La formula è: valore catastale = rendita × 1,05 × moltiplicatore di categoria. Sono numeri molto diversi e le tasse si pagano sul valore, non sulla rendita.
Perché la rendita si rivaluta del 5%?
La rivalutazione del 5% è prevista dall'art. 3, comma 48, della L. 662/1996 e si applica obbligatoriamente a tutte le rendite dei fabbricati prima del moltiplicatore. Per i terreni la rivalutazione è del 25% sul reddito dominicale. Saltarla porta a una base imponibile sottostimata e a una dichiarazione infedele.
Che moltiplicatore si usa per la prima casa?
Per l'acquisto con benefici prima casa il moltiplicatore è 110 (che diventa 115,5 se già rivalutato del 5%). Il valore catastale così ottenuto è la base su cui si applica l'imposta di registro al 2%, contro il 9% delle seconde case con moltiplicatore 120.
Come si calcola l'IMU dalla rendita catastale?
Per l'IMU di un'abitazione: rendita × 1,05 × 160 = base imponibile, su cui applichi l'aliquota del tuo Comune. Esempio: rendita 700 € → 700 × 1,05 × 160 = 117.600 € di base. La prima casa non di lusso è esente da IMU.
Cosa fare se la rendita catastale è sbagliata?
Se la rendita è errata puoi presentare un'istanza di rettifica dei dati catastali all'Agenzia delle Entrate – Ufficio del Territorio, anche online dall'area riservata, allegando la documentazione che prova l'errore. La contestazione della rendita ha una prescrizione di cinque anni; per modifiche strutturali serve invece un DOCFA redatto da un tecnico.
- Come avere la visura catastale — tutti i metodi per ottenerla e le basi del documento da cui parte ogni calcolo.
- Cosa si vede in una visura catastale — come leggere categoria, classe e consistenza che determinano la rendita.
- I 5 tipi di visura catastale 2026 — quale visura richiedere in base a cosa devi verificare, con i costi aggiornati.
Fonti ufficiali / Official sources: Agenzia delle Entrate – Consultazione rendite catastali | Agenzia delle Entrate – Imposte sull'acquisto casa | MEF – Base imponibile IMU | Normattiva – L. 662/1996
Articolo aggiornato a / Article updated: . Le tariffe e le procedure indicate fanno riferimento alla normativa vigente. Si consiglia di verificare eventuali aggiornamenti sul portale ufficiale.
