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Visura o Certificato Camerale 2026: le Differenze

Data: 8 agosto 2026
Tempo di lettura: 10 min
Certificato camerale su carta filigranata con timbro accanto a una visura camerale su carta semplice, differenze 2026.
Scritto e verificato dalla Redazione di Visu-Info, specializzata in documenti, visure e certificati ufficiali. Contenuti basati esclusivamente su fonti ufficiali (Registro Imprese, Camere di Commercio, Normattiva).
Pubblicato il 7 agosto 2026 · Aggiornato il .

In sintesi: visura o certificato camerale

Il certificato camerale ha valore legale di certificazione, è opponibile a terzi, vale 6 mesi dal rilascio e costa 5,00 € di diritti di segreteria (7,00 € se storico) più 16,00 € di imposta di bollo ogni 100 righe; la visura camerale, invece, è solo informativa, non ha scadenza e non è soggetta a bollo.

  • Visura: informativa, carta semplice, nessuna scadenza, più ricca di dati.
  • Certificato: valore legale, opponibile a terzi, valido 6 mesi.
  • Quando serve il certificato: gare d'appalto, banche, notaio, tribunale, privati.
  • Quando basta altro: verso la Pubblica Amministrazione vale l'autocertificazione (art. 46 DPR 445/2000).
  • Vincolo: nessun certificato se l'impresa non è in regola con il diritto annuale.

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Visura o certificato camerale: le differenze in una tabella

La differenza sta tutta nel valore giuridico: la visura camerale riporta gli stessi dati ma «non ha valore di certificazione e quindi non è opponibile a terzi», mentre il certificato camerale «ha valore legale di certificazione, è valido per sei mesi dalla data di rilascio ed è opponibile a terzi». Entrambi escono dalla stessa banca dati del Registro Imprese, tenuto dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA), gestore del Registro Imprese.

Il paradosso: il documento con valore legale contiene meno informazioni. La visura è più ricca (soci, quote, codice ATECO, storico delle modifiche), il certificato è più corto ma fa prova. Che cosa contiene la visura e come si legge è nella guida completa alla visura camerale.

Visura camerale e certificato camerale a confronto (2026)
CaratteristicaVisura cameraleCertificato camerale
Valore giuridicoInformativo, non opponibile a terziCertificazione con valore legale, opponibile a terzi
ValiditàNessuna scadenza fissata6 mesi dalla data di rilascio
SupportoCarta semplice o PDFCarta filigranata con contrassegni, oppure firmato digitalmente
Imposta di bolloNon dovuta16,00 € ogni 100 righe o frazione, salvo usi esenti
Diritti di segreteria4,00-8,00 € allo sportello secondo forma giuridica5,00 € (iscrizione) · 7,00 € (storico)
Chi può chiederloChiunque, senza motivareChiunque, ma solo se l'impresa è in regola col diritto annuale
Uso tipicoControllo di un fornitore, verifica dati, analisiGara d'appalto, banca, notaio, tribunale, controparte privata
💡 Attenzione al linguaggio Molti bandi scrivono «visura camerale» intendendo genericamente «documento della Camera di Commercio». Se il testo parla di attestazione o certificazione dell'iscrizione, ti serve il certificato: la visura non fa prova.

Quale dei due ti stanno chiedendo davvero

La regola pratica è una sola: guarda a chi devi consegnare il documento. Verso la Pubblica Amministrazione e i gestori di pubblici servizi il certificato non può nemmeno esserti richiesto, perché è sostituito dall'autocertificazione (art. 46 DPR 445/2000 e art. 15 L. 183/2011); verso un soggetto privato, invece, l'autocertificazione non è obbligatoria da accettare e il certificato torna necessario.

Quale documento camerale serve, destinatario per destinatario
A chi lo presentiDocumento correttoPerché
Pubblica Amministrazione o gestore di pubblico servizioAutocertificazione (gratuita)La PA non può chiedere il certificato (art. 40 DPR 445/2000)
Stazione appaltante in garaCertificato, se il bando lo richiede espressamenteIl disciplinare può imporre la certificazione dell'oggetto sociale
Banca o società di leasingCertificatoSoggetto privato: serve prova opponibile dei poteri di firma
Notaio o tribunaleCertificatoAtti e procedimenti richiedono valore certificativo
Fornitore o cliente da verificareVisuraServe informazione, non prova
Uso interno, contabilità, controllo datiVisura (o cassetto digitale, gratis)Nessun valore legale necessario

Per la tua impresa, il modello di dichiarazione sostitutiva si scarica a 0 € dal cassetto digitale dell'imprenditore su impresa.italia.it con SPID o CNS: riporta gli stessi dati del certificato e, ai sensi dell'art. 46 DPR 445/2000, ha lo stesso effetto. Le altre strade gratuite sono nella guida su dove scaricare la visura camerale gratis.

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Quanto costa il certificato camerale e dove si richiede

Il certificato camerale costa 5,00 € di diritti di segreteria nella versione di iscrizione e 7,00 € nella versione storica, a cui si somma l'imposta di bollo da 16,00 € ogni 100 righe o frazione quando l'uso non è esente. È quindi un documento sensibilmente più caro della visura, che allo sportello va da 4,00 € a 8,00 € di soli diritti secondo la forma giuridica dell'impresa: il dettaglio tariffa per tariffa è nella guida al costo della visura camerale canale per canale.

Certificato camerale: canali ufficiali e intermediario a confronto per costi e tempi (2026)
CanaleCostoTempi e formatoServe SPID o contratto?
registroimprese.it / Telemaco (telematico)5,00 € iscrizione · 7,00 € storico + bollo 16,00 € se dovutoRilascio in formato elettronico firmato digitalmente (D.M. MISE 24/02/2022)Sì: registrazione e contratto Telemaco
Sportello della Camera di CommercioStessi diritti (5,00 € / 7,00 €) + bollo 16,00 €Immediato o su appuntamento, in bollo su carta filigranataNo, ma occorre recarsi allo sportello
Cassetto digitale impresa.italia.it (solo propria impresa)0 € — autocertificazione sostitutiva, non certificatoImmediato, valido solo verso la PASì: SPID o CNS
Intermediario privato (Visu-Info)Costo del servizioRichiesta guidata, documento in PDF via emailNo

Come richiedere il certificato camerale online

  1. Verificare che l'impresa sia in regola con il pagamento del diritto annuale, condizione necessaria al rilascio.
  2. Accedere al portale del Registro Imprese con le credenziali Telemaco, oppure recarsi allo sportello della Camera di Commercio.
  3. Cercare l'impresa per denominazione, codice fiscale o partita IVA e aprirne la scheda.
  4. Selezionare il tipo di certificato: di iscrizione, storico, in lingua inglese o in forma esente da bollo se l'uso lo consente.
  5. Indicare l'uso del documento, così da stabilire se è dovuta l'imposta di bollo da 16,00 € ogni 100 righe.
  6. Pagare diritti e bollo e scaricare il certificato in formato elettronico firmato digitalmente, oppure ritirarlo in bollo allo sportello.

Procedura verificata il 7 agosto 2026 sul portale ufficiale Registro Imprese (registroimprese.it).

Casi particolari: antimafia, vigenza e impresa non in regola

Tre situazioni mandano fuori strada anche chi conosce la differenza tra i due documenti, e sono le più segnalate da chi prepara una gara o un finanziamento.

1) Il certificato con la «dicitura antimafia» non esiste più. Dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. 218/2012 le Camere di Commercio non sono più autorizzate a rilasciare certificati del Registro Imprese integrati con la dicitura antimafia, né ai privati allo sportello né alle Pubbliche Amministrazioni. La documentazione antimafia va acquisita esclusivamente presso la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo (UTG) competente. Se un bando datato la richiede alla CCIAA, quella richiesta è inevadibile: va segnalato all'ente.

2) Ti serve il certificato di vigenza, non quello di iscrizione. Quando la banca o la stazione appaltante chiede la prova che l'impresa non sia sottoposta a procedure concorsuali, il documento corretto è il certificato con dicitura di vigenza: attesta che l'impresa è iscritta, attiva e non in liquidazione o in procedura. Chiedere il certificato di iscrizione «semplice» è l'errore che fa tornare indietro la pratica.

3) Diritto annuale non pagato, certificato bloccato. Il rilascio dei certificati è subordinato alla regolarità nel pagamento del diritto annuale camerale (art. 24, comma 35, L. 449/1997). L'impresa morosa ottiene comunque la visura — che è informativa — ma non il certificato: chi scopre il blocco alla scadenza di una gara deve prima sanare la posizione, quindi conviene verificare con qualche settimana di anticipo.

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Prima di scegliere il documento, verifica sede, stato di attività, amministratori e poteri di firma: in molti casi la visura chiude la questione, senza attese e senza portali telematici.

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Domande frequenti su visura e certificato camerale

Che differenza c'è tra certificato camerale e visura camerale?

Il certificato camerale ha valore legale di certificazione, è opponibile a terzi e vale 6 mesi; la visura camerale è solo informativa e non ha scadenza. La visura contiene però più dati: quote, codice ATECO e storico delle modifiche.

Cos'è il certificato camerale?

È il documento, valido 6 mesi, con cui la Camera di Commercio comprova ufficialmente l'iscrizione di un'impresa al Registro Imprese e al REA. Viene rilasciato su carta filigranata con contrassegni o in formato elettronico firmato digitalmente, e fa prova nei rapporti con soggetti privati.

Come ottenere il certificato camerale?

Si richiede in 6 passaggi sul portale del Registro Imprese con credenziali Telemaco, oppure allo sportello della Camera di Commercio. Serve indicare il tipo di certificato e l'uso, pagare 5,00 € di diritti (7,00 € se storico) e l'imposta di bollo da 16,00 € se dovuta.

Quanto vale un certificato camerale?

Vale 6 mesi dalla data di rilascio ed è opponibile a terzi. Scaduti i 6 mesi va richiesto di nuovo: molte stazioni appaltanti e banche rifiutano un certificato più vecchio, anche se i dati dell'impresa non sono cambiati.

A cosa serve il certificato camerale?

Serve in 4 situazioni tipiche a provare ufficialmente l'iscrizione e i dati dell'impresa davanti a soggetti privati: banche, notai, tribunali e stazioni appaltanti che lo richiedano nel bando. Per capire in quali situazioni è davvero obbligatorio, vedi quando la visura camerale è obbligatoria.

Quanto costa il certificato camerale nel 2026?

Costa 5,00 € di diritti di segreteria per il certificato di iscrizione e 7,00 € per quello storico, più l'imposta di bollo da 16,00 € ogni 100 righe o frazione quando l'uso non è esente. La visura, che non è in bollo, resta molto più economica.

La Pubblica Amministrazione può chiedermi il certificato camerale?

No: nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con i gestori di pubblici servizi il certificato è sempre sostituito dall'autocertificazione (art. 40 e art. 46 DPR 445/2000). Il modello relativo ai dati camerali è scaricabile gratis dal cassetto digitale dell'imprenditore con SPID o CNS.

Quanto costa il servizio di Visu-Info e come si disdice?

Visu-Info costa 49,90 €/mese in abbonamento dopo un periodo di prova iniziale a costo ridotto, ed è disdicibile in qualsiasi momento dall'area personale. Hai 14 giorni di diritto di recesso e la garanzia soddisfatti o rimborsati. I canali ufficiali restano il portale del Registro Imprese e il cassetto digitale: paghi l'intermediario solo per la comodità della richiesta guidata.

Ti potrebbe servire anche:

Fonti ufficiali / Official sources: Registro Imprese – Visura e certificato | CCIAA Firenze – Visure e certificati | CCIAA Genova – Certificati e visure | CCIAA Bologna – Certificati | Normattiva – DPR 445/2000 | impresa.italia.it – Cassetto digitale

Articolo aggiornato a / Article updated: . Le tariffe e le procedure indicate fanno riferimento alla normativa vigente. Si consiglia di verificare eventuali aggiornamenti sul portale ufficiale.